viernes, 10 de agosto de 2007

AL MAESTRO

Enzo Giudici

O Maestro, o Maestro, ove n'andaro
i Suoi consigli e i Suoi suggerimenti?
A impararli i miei spiriti son lenti
e a scacchi so giocar come un somaro.
Mi tolga presto il Suo saluto, o caro
Maestro, e piu' non creda ai giuramenti
miei di rifarmi; sono infranti e spenti
quegli astri che agli scacchi m'invogliaro.
Declino' la mia stella, se pur mai
nacque, e rotti i miei pezzi se ne vanno
come pecore matte o come schiere
d'atterrite formiche, e non v'e' Alfiere,
non v'e' Cavallo che da tanto affanno
levi me stesso ed il mio Re dai guaii.

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